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Termoregolazione e contabilizzazione
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Operatori esperti ed informazioni per il pubblico: due nuove aree del sito ANTA a disposizione dei soci e del pubblico 



Il decreto RES: a diversi mesi dall'entrata in vigore non si sa ancora con certezza come fare i conti. Un vero muro contro il quale siamo andati a sbattere.

La conseguenza è che da giugno è ben difficile (e dal 2015 sarà praticamente impossibile) installare una caldaia in un nuovo edificio residenziale: solo pompe di calore e fotovoltaico senza incentivi oppure caldaie a biomassa.

Negli edifici del terziario un coteggio realistico mostra che, tranne casi molto particolari (assorbitore collegato a caldaia a biomassa) è quasi impossibile raggiungere già il 20%.

Se non si mette mano al decreto 28 rifacendo completamente l'allegato III non se ne esce.

Nella sezione riservata ai soci, una presentazione ed alcuni fogli di calcolo per le opportune valutazioni del caso.



 Quaderni ANTA

11/05/2011 - Disponibile nella sezione riservata ai soci il quaderno sulle valvole termostatiche. 

02/07/2011 - Inserito nella sezione riservata ai soci il quaderno sul calcolo della prestazione energetica degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. 


 L'opinione dell'ANTA

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Perchè prorogare...

...ciò che è giusto fare oggi? 

... ovvero termoregolazione e contabilizzazione in Piemonte

In Piemonte vige l’obbligo di installazione sistematica di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione su tutti gli impianti centralizzati esistenti  con scadenza 01/09/2012...

A differenza di quanto accade in Lombardia, ciò non è stato deciso quest’anno ma  ben cinque anni fa. Il preavviso quindi c’era. Se nessuno ha provveduto in tempo e solo quest’anno ci si sveglia, questo è solo l’ennesimo caso di italica indolenza ed imprevidenza.

Come era prevedibile, ci giungono ora voci sempre più insistenti di una proroga, altro tipico malcostume italico, strettamente legato al precedente e parente stretto dei condoni.

La domanda che ci si deve porre è invece un’altra: questi interventi servono davvero o sono solo una spesa? Se convengono davvero non sono una spesa ma un investimento e la proroga non ha alcun senso. Se non convenissero, allora bisognerebbe non fare una proroga ma cancellare il provvedimento.

A nostro avviso, in base ai conti fatti ed all’esperienza maturata dagli associati in numerosi interventi andati a buon fine,  questi  interventi servono e convengono eccome. Se è vero che termoregolazione e contabilizzazione sono utili, la concessione di una proroga non sarebbe altro che l’ennesimo episodio di malcostume politico per coprire l’indolenza di molti e consentire ad altri di continuare a lucrare impunemente su elevati consumi energetici.  Se si vuole ulteriormente distruggere la credibilità delle istituzioni, questa è la strada maestra.A dire il vero la richiesta di proroga è inutile, in quanto non sono previste sanzioni per gli inadempienti. Con la proroga si da solo l’alibi per non far nulla e rimuovere anche l’eventuale cattiva coscienza di chi sia consapevole di essere inadempiente, pur non dovendo pagare alcuna sanzione. Il problema però è solo rimandato: passati altri anni di beata indolenza, scommettiamo che alla fine scopriremo che di nuovo nulla è stato fatto e si arriverà a chiedere una nuova proroga? Le proroghe non risolvono nulla: ritardano solo la soluzione dei problemi, che nel frattempo crescono.

Come ragionevole soluzione, suggeriamo invece di risolvere questa situazione di oggettiva difficoltà ed impossibilità di intervenire contemporaneamente su innumerevoli impianti, sanando un altro errore insito in questo stesso provvedimento: l’assenza di sanzioni. A nostro avviso non si deve concedere alcuna proroga né alcun ripensamento ma si deve invece istituire una sanzione progressiva per gli inadempienti (lo ripetiamo, avvisati ben cinque anni fa). Ciò premierebbe chi provvede per tempo, sanzionerebbe ragionevolmente chi avrà un comprensibile modesto ritardo e punirebbe, a questo punto senza più alcuna attenuante, chi persisterà nel non adeguarsi.

La sanzione dovrebbe essere crescente nel tempo: ad esempio 10 Euro per unità immobiliare il primo anno, 20 il secondo, 30 il terzo, 50 il quarto, 100 dal quinto in poi. La sanzione dovrebbe essere inviata agni anno. In questo modo:

  • chi provvede per tempo è premiato (non paga nulla)
  • chi provvede in tempo ragionevoli (2…3 anni) ha una sanzione del tutto accettabile
  • solo chi è molto in ritardo (oltre 3 anni) paga una sanzione significativa
  • non viene concessa proroga, tipica italica calata di braghe
  • si mette la giusta pressione al mercato, senza esagerare con le sanzioni
  • la sanzione annuale “rinfresca” la memoria ai condomini, che non potranno aspettare pigramente l’ultimo giorno per mettersi in regola e poi dire “non ne sapevamo nulla”.

    Speriamo che la diffusione di queste note sia l’occasione per perfezionare questo provvedimento lodevole nelle intenzioni ma viziato dalla mancanza di sanzioni e che rischia ora di essere vanificato dall’indolenza di molti cavalcata dall’opportunismo demagogico di altri.

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Si va dicendo che le pompe di calore utilizzano energie rinnovabili. Ma allora anche il mio frigorifero ed il mio condizionatore lo fanno?



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