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Riservato ai Soci Anta: foglio di calcolo economico secondo UNI EN 15459 disponibile nell'area riservata ai soci.


Lo stato della contabilizzazione: una sintesi semplice per tutti in prima pagina del sito


Operatori esperti ed informazioni per il pubblico: due nuove aree del sito ANTA a disposizione dei soci e del pubblico 



Il decreto RES: è ancora li col suo allegato III.

Il rischio è che venga istituzionalizzato nel modello di relazione tecnica da allegare al progetto.



 Quaderni ANTA

11/05/2011 - Disponibile nella sezione riservata ai soci il quaderno sulle valvole termostatiche. 

02/07/2011 - Inserito nella sezione riservata ai soci il quaderno sul calcolo della prestazione energetica degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. 


 L'opinione dell'ANTA

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La termoregolazione

Che cos’è la termoregolazione negli edifici

La termoregolazione è un sistema di regolazione automatico della temperatura ambiente.Il compito della termoregolazione è quello di fare in modo che l’impianto eroghi il calore strettamente necessario al raggiungimento delle condizioni decise dall’utente, immettendolo nell’edificio dove serve, quando serve e quanto ne serve.

La termoregolazione può essere:

  • di zona, laddove sia presente un termostato ambiente che controlli l’erogazione simultanea del calore in più locali
  • per singolo ambiente, laddove siano presenti dispositivi di regolazione della temperatura ambiente che agiscono su ciascun corpo scaldante (valvole termostatiche, termostati a bordo dei ventilconvettori, termostati agenti sulle valvole elettrotermiche del collettore)

La compensazione climatica (centralina con sonda esterna) NON E’ UN SISTEMA DI TERMOREGOLAZIONE. E’ solo un ausilio della termoregolazione.

Questi concetti sono riassunti nel seguente cartellone...

Che vantaggi da la termoregolazione

In presenza di termoregolazione si hanno i seguenti vantaggi:

  • valorizzazione degli apporti gratuiti (qualsiasi fonte di calore diversa dall’impianto di riscaldamento)
  • valorizzazione degli interventi di coibentazione, anche parziali, dell’edificio
Se la termoregolazione è anche per singolo ambiente, si ottengono i seguenti ulteriori vantaggi
  • valorizzazione ottimale degli apporti gratuiti
  • equilibratura automatica dell’impianto
  • possibile utilizzare corpi scaldanti sovradimensionati

 Cosa vuol dire progettare un impianto di termoregolazione e cosa deve contenere il progetto

Il progetto di un impianto di termoregolazione deve contenere:

  • la lista dei dispositivi da installare e le loro caratteristiche
  • i parametri da impostare in tutti i dispositivi elettronici
  • la verifica del corretto funzionamento a carico ridotto
Nel caso di installazione di valvole termostatiche, il progetto dovrà contenere:
  • l’elenco dei corpi scaldanti
  • le caratteristiche delle valvole da installare su ciascun corpo scaldante (tipo di sensore, diametro, orientamento, sensore remoto, comando remoto, antivandalismo, …)
  • il grado di preregolazione delle valvole
  • le caratteristiche e le impostazioni della pompa di circolazione
  • l’eventuale necessità e dimensionamento di valvole di regolazione della pressione differenziale (per impianti molto estesi)
  • una previsione della nuova curva di compensazione climatica
  • le istruzioni da distribuire agli utenti

 Cosa succede all’impianto con le valvole termostatiche

Nel tipico impianto centralizzato a colonne montanti italiano, si ha l’abitudine di far circolare portate elevatissime di acqua. Ciò può essere facilmente constatato toccando un radiatore sopra e sotto: la temperatura è quasi uniforme e fra la parte alta e la parte bassa del radiatore la differenza di temperatura è modesta e quasi mai raggiunge i 10 °C. L’acqua corre talmente veloce che non fa in tempo a raffreddarsi passando per il radiatore. Questa abitudine è legata all’esigenza di evitare od attenuare sbilanciamenti dell’impianto. Quando si riscontrano zone con scarsa circolazione, il provvedimento abituale non è quello di agire sui dispositivi di bilanciamento (i detentori) ma aumentare la potenza della pompa in modo che “almeno un po’ d’acqua calda arrivi dappertutto”.Inoltre tutti i radiatori sono alla medesima temperatura, poiché non vi è alcun controllo automatico sui singoli corpi scaldantiNel tipico impianto italiano i radiatori sono tutti alla stessa temperatura e tutti uniformemente caldi e circolano autentici fiumi di acqua.Con l’installazione delle valvole termostatiche cambia il funzionamento dell’impianto:

  • i radiatori non saranno più tutti uniformemente caldi ma si scalderanno solo quelli delle stanze dove c’è bisogno di riscaldamento; tipicamente rimangono spesso freddi i radiatori dei corridoi/ingressi e della cucina
  • il corretto funzionamento della valvola termostatica provoca una forte riduzione della portata di acqua circolante, quindi i radiatori tendono a raffreddarsi nella parte inferiore. Il raffreddamento del radiatore nella parte inferiore indica che si sta raggiungendo la temperatura impostata sulla valvola termostatica.
Se la temperatura nel locale rimane insufficiente (temperatura del locale, non del radiatore) anche lasciando a lungo la valvola regolata su valori alti (ad esempio, 4 o 5):
  • controllare che la testina della valvola non si trovi in una nicchia o in una posizione dove la temperatura è elevata
  • verificare la temperatura nella parte bassa del radiatore dopo un prolungato funzionamento della valvola (ricordiamo, con temperatura insufficiente anche posizionandola su 5):
    • se la temperatura è bassa, probabilmente è troppo chiuso il detentore o la preregolazione
    • se la temperatura è alta, prossima a quella nella parte alta, probabilmente occorre aumentare la temperatura di mandata.

Come si deve comportare l’utente di un impianto con valvole termostatiche

La valvola termostatica è un regolatore della temperatura ambiente, come un termostato. Posizionando la manopola su 1…2…3…4…5 si decide la temperatura ambiente desiderata. Non esiste una relazione certa fra i numeri e la temperatura ottenuta nel locale, in quanto questa è influenzata dalle condizioni di installazione della valvola (in alto, vicino al pavimento, in prossimità di una mensola o di un ostacolo). Occorre quindi ricercare il numero che corrisponde alla temperatura desiderata nel locale in cui si trova la valvola. Una volta individuato questo valore (ad esempio, 3) non bisogna più toccare la valvola. Sarà lei ad aprire o chiudere il flusso dell’acqua nel radiatore secondo necessità.La valvola può essere portata in posizione minima o antigelo (di solito indicata da un fiocco di neve) in caso di assenze prolungate o di prolungato inutilizzo di un locale. Quando si vuol ripristina il funzionamento dell’impianto, riportare subito la valvola nella posizione originale.Cercate di porre attenzione alla temperatura nel locale e non alla temperatura del radiatore: lo scopo dell’impianto di riscaldamento è riscaldare il locale dove vi trovate, non tenere al caldo i radiatori. 

Come deve essere gestito un impianto con le valvole termostatiche

Si deve dare la preferenza al funzionamento continuato.

E’ preferibile mantenere temperature differenziate nei vari locali in funzione dell’utilizzo (ad esempio, 20 °C nei bagni e nel soggiorno, 18 °C in camera da letto) piuttosto che cambiare continuamente le temperature. I benefici energetici del funzionamento intermittente sono meno di quello che si pensa. In compenso, in presenza di caldaie a condensazione, il funzionamento dell’impianto nelle riprese a potenza elevata avviene con rendimento molto inferiore a quello di un funzionamento continuato.

Valvole termostatiche e teleriscaldamento

Spesso si da la colpa alle valvole termostatiche di incompatibilità con gli impianti di teleriscaldamento. I problemi nascono invece spesso da una cura insufficiente nella progettazione e nel dimensionamento dello scambiatore di calore, che è un po’ più complesso del dimensionamento di una normale caldaia.L’allacciamento alla rete di teleriscaldamento si configura come una sostituzione del generatore di calore. Lo scambiatore che separa idraulicamente la rete di teleriscaldamento dall’impianto utente sostituisce a tutti gli effetti una caldaia a combustione. Esattamente come una caldaia a combustione, oltre a preoccuparci di aspetti economici (costo medio del MWh fornito, che dovrebbe essere pari al prezzo di 100 m³ di gas per essere competitivo con una caldaia a condensazione) occorre anche “dimensionare” il sistema di generazione. Di regola, lo scambiatore viene fornito e rimane di proprietà del gestore della rete di teleriscaldamento. Il corretto dimensionamento delle apparecchiature fornite, in particolare dello scambitore di calore, è quindi compito del fornitore del servizio di teleriscaldamento .

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