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Riservato ai Soci Anta: foglio di calcolo economico secondo UNI EN 15459 disponibile nell'area riservata ai soci.


Lo stato della contabilizzazione: una sintesi semplice per tutti in prima pagina del sito


Operatori esperti ed informazioni per il pubblico: due nuove aree del sito ANTA a disposizione dei soci e del pubblico 



Il decreto RES: è ancora li col suo allegato III.

Il rischio è che venga istituzionalizzato nel modello di relazione tecnica da allegare al progetto.



 Quaderni ANTA

11/05/2011 - Disponibile nella sezione riservata ai soci il quaderno sulle valvole termostatiche. 

02/07/2011 - Inserito nella sezione riservata ai soci il quaderno sul calcolo della prestazione energetica degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. 


 L'opinione dell'ANTA

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Convegno del 28 novembre 2016 sulla contabilizzazione

Il D.Lgs 102/14 ha integrato il D.Lgs 102/14. 

Come facilmente prevedibile, nessuna proproga. Semplicemente non è possibile a causa dell'articolo 13 della Direttiva 2012/27/EU, recepito dal Dlgs 102/14:

Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di inosservanza delle disposizioni nazionali adottate ai sensi degli articoli da 7 a 11 (la contabilizzazione è al 9, n.d.r.) e dell'articolo 18, paragrafo 3, e adottano le misure necessarie per garantirne l'applicazione. Le sanzioni sono effettive, proporzionate e dis­suasive. Gli Stati membri notificano dette disposizioni alla Com­missione entro il 5 giugno 2014 e le notificano immediata­ mente eventuali modifiche successive.

Il Governo dovrebbe notificare alla Commissione anche una semplice modifica delle sanzioni. Figuriamoci se può notificare uno slittamento del termine del 31/12/2016 indicato nella Direttiva... Purtroppo il Governo ci ha messo 2 anni (dal 2012 al 2014) a tradurre la direttiva in legge e ci sono pure alcuni commentatori che si accorgono adesso dell'obbligo, come se fosse nato con il DLgs 141/16 e non con il DLgs 102/14.

In realtà il 141/16 non ha cambiato la sostanza dei due obblighi fondamentali:

  • obbligo di installazione di sistemi di contabilizzazione entro il 31/12/2016, salvo che risulti non fattibile tecnicamente (e vorrei ben vedere chi ci riesce a fre una cosa impossibile) o non coveniente econimicamente;
  • obbligo di adozione di un nuovo criterio di riparto in base ai consumi effettivi.

Come sempre, l'integrazione:

  • ha risolto alcuni problemi: per esempio è stato tolto il riferimento ai "fornitori del servizio" quali destinatari dell'obbligo di installare sistemi di contabilizzazione;
  • ne ha lasciati invariati altri: per esempio la definizione del campo di applicazione rimane concettualmente sbagliata, il "condominio" (dove si dovrebbe applicare la contabilizzazione) non è un edificio ma uno stato di fatto giuridico. Preso alla lettera sono condomini anche gli edifici con impianti autonomi dove non sembra geniale installare dispostivi di contabilizzazione. Bastava leggere correttamente la direttiva e scrivere "edifici dotati di una pluralità di unità immobilairi servite da un impianto centralizzato di riscldamento, produzione di cqua calda sanitaria e/o raffrescamento".
  • ne ha introdotti di nuovi: ad esempio il criterio di riparto alternativo alla UNI 10200 presentato in maniera ingannevole.
    Il criterio di accesso (diffferenze di fabbisogno specifico fra unità immobiliari) fa pensare al fatto che la contabilizzazione evidenzia che alcuni appartamenti hanno fabbisogni più elevati, finora nascosti. In realtà ribadisce l'obbligo di ricorrere ai consumi effettivi senza correzione alcuna e, peggio, rende legalmente possibili riparti iniqui e non conformi al principio del pagare sencondo consumo negli edifici parzialmente abitati e/o utilizzati

Era quindi necessario un approfondimento.

La materia è a cavallo fra la tecnica e la giurisprudenza per cui è stata presentata a due voci dall'ing. Laurent Socal e dall'avv. Edoardo Riccio.

Scarica qui la locandina

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L'obbligo di installazione
Anche dopo l'integrazione del Dlgs 102/14 da parte del Dlgs 141/2016, resta invariata la scadenza del prossimo 31 dicembre per dotare di contabilizzatori del calore gli impianti di riscaldamento centralizzati. Sono stati confermati la precedenza alla contabilizzazione diretta rispetto a quella indiretta e l'obbligo accessorio di termoregolazione in caso di contabilizzazione indiretta.
È anche confermato che in caso di impossibilità tecnica o non convenienza economica l'obbligo non sussiste ma, per evitare la sanzione, dette condizioni devono essere dimostrate da una relazione di un tecnico.
La prima indicazione operativa è che non cambia nulla di sostanziale dal punto di vista dell'iter di installazione dei sistemi di contabilizzazione ed eventuale termoregolazione. In effetti, non c'è mai stato alcun motivo ragionevole per ritardare i lavori, e la data del 31/12/206 è stata fissata dalla Commissione UE ben 4 anni fa. Chi non ha sospeso i lavori dando credito a voci irresponsabili su eventuali deroghe si trova ora esposto al rischio concreto di sanzioni che non possono essere modificate facilmente in quanto la Direttiva chiede che siano efficaci e dissuasive.
Si noti anche che la sanzione non è per "essere privi di contabilizzazione" ma per "non averla installata entro il 31/12/2016". Neanche il ritardo nelle verifiche è una soluzione.
L'ultima speranza è che con un sussulto di ragionevolezza il Governo vari una sorta di "ravvedimento operoso", concedendo una sanzione ridotta per chi provveda entro il 2017.

Il criterio di riparto
Il Dlgs 141/2016 conferma il riferimento di base alla norma UNI 10200 ma ha aggiunto la facoltà (non l'obbligo) da parte dell'assemblea di adottare un criterio semplificato definito dalla legge, purché ricorrano determinate condizioni che devono essere comprovate dalla relazione asseverata di un tecnico abilitato. Le possibili condizioni di accesso al "semplificato" sono due.

  1. La prima possibilità è che non sia applicabile la norma UNI 10200. Attualmente (con la norma Uni 10200:2013) ciò è vero solo per la contabilizzazione indiretta nelle case poco utilizzate (case vacanza e/o parzialmente occupate, in quanto non è determinata la quota di consumo involontario) ma la revisione della 10200 tratterà anche questo caso. A conti fatti, è una condizione che non sarà mai verificata e, tranne casi eccezionali, sarebbe legale ma irragionevole e iniquo applicare una quota a consumo di almeno il 70% proprio in una casa poco abitata.
  2. La seconda possibilità è che ci siano «differenze di almeno il 50% fra i fabbisogni delle unità immobiliari». A prescindere dall'indeterminazione del criterio (qual è il riferimento per la percentuale?), in pratica questa condizione è quasi sempre verificata per il riscaldamento, tranne quei pochi casi in cui il tetto e le altre strutture orizzontali esposte siano già state coibentate.

Se ricorre almeno una di queste due condizioni, si può adottare il seguente criterio:

  • almeno il 70% (cioè dal 70 al 100%) va ripartito in base agli effettivi consumi volontari, cioè in proporzione alle letture degli apparecchi di contabilizzazione (UR, unità di ripartizione, o kWh) senza alcuna correzione (neanche per situazioni sfavorite)
  • il restante (dal 30% fino allo 0) può essere ripartito come desidera l'assemblea.

Occorre fare attenzione all'aspetto ingannevole del testo del Dlgs 141/16: la condizione di accesso fa pensare ad una concessione alle unità immobiliari sfavorite mentre invece ne viene potenzialmente esaltata la differenza.
L'adozione del criterio di riparto semplificato può essere sensato per i classici impianti di riscaldamento a colonne montanti in edifici normalmente abitati, dove il 70% ha un significato statistico valido. Porta invece a risultati iniqui e in contrasto col principio dei consumi effettivi in tutti i casi in cui la quota di consumo volontario scenda sotto il 70% (case poco occupate, acqua calda sanitaria, moltissime reti a zone). L'effetto è infatti quello di far pagare solo ad alcuni (in base alle letture dei contatori) il consumo di tutti (dispersioni della rete). Chi ha avuto in passato conti astronomici per eccesso di quota volontaria finora poteva difendersi, ora sarà salassato a norma di legge. Inoltre, nel caso della contabilizzazione diretta, che senso ha imporre una quota fissa per legge o delibera quando risulta dalle letture degli apparecchi?
Chi ha già installato i contatori e ripartito i costi secondo quanto previsto dal Dlgs 102/14 e dalla UNI 10200 nella stagione 2015/2016 non deve rifare nulla.

La verifica di convenienza economica secondo EN 15459
È sconsigliabile anche prendere con leggerezza la strada della non convenienza economica. La norma tecnica EN 15459, fra l'altro, chiede di considerare il valore residuo degli impianti alla fine del periodo di calcolo. Nel caso classico di impianto a colonne montanti, se si esegue un calcolo su dieci anni (vita dei ripartitori) si dovrà tener conto che dopo quest'arco di tempo le valvole termostatiche hanno ancora metà del valore nominale perché hanno durata di vita di 20 anni.
Nel clima della pianura padana sono pochi i casi reali di non convenienza economica.

Il controllo qualità della contabilizzazione indiretta
Si istallano prevalentemente sistemi di contabilizzazione indiretta. È ben nota agli addetti ai lavori la questione della valorizzazione energetica delle unità di ripartizione con posizioni tecniche e formalistiche contrapposte.
C'è un semplicissimo metodo che può fare da "campanello di allarme" ed evidenziare la possibile presenza di anomalie nel riparto e che verrà presentato nel corso del convegno.

Il controllo dei consumi reali
L'obbiettivo finale di progettazione, installazione, manutenzione, contabilizzazione, termoregolazione, tutte le attività di cui si parla ogni giorno è la riduzione dei consumi reali. Si parla poco di tecniche di monitoraggio dei consumi reali e sono molto pochi i prodotti dedicati.
Nel corso del convegno verrà presentato un nuovo sistema per  automatizzare la verifica di prestazione energetica e presentare il risultato in forma grafica facilmente comprensibile.

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Ci dicono che l'inquinamento è aumentato. Nel frattempo è aumentata la speranza di vita. L'inquinamento allunga la vita?! ... o sono gli anziani che inquinano?!



Ogni autore di una legge e/o di una norma dovrebbe essere condannato ad applicarla almeno una volta di persona prima di avere il diritto di pubblicarla.



Volete rovinare un prodotto o un servizio? Rendetelo obbligatorio...



La vera formazione non sono 8, 16 o 40 ore di corso: sono 3000 e passa ore di lavoro all'anno col cervello inserito. 



Per fare l'amministratore: 16 ore/anno. Per fare l'ingegnere: 30 ore/anno. Per scrivere le leggi dello Stato Italiano? E per governare gli Italiani?



Ci dicono che vogliono fare "nuove leggi di semplificazione": è un ossimoro. Per semplificare bisogna dotare chi scrive le leggi di una speciale tastiera con tre soli tasti: CANC, DEL e BACKSPACE



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Un metodo dinamico non può essere utilizzato da un inesperto. Un esperto sa già la soluzione. Chi userà i metodi dinamici?



La validità di una tecnologia è inversamente proporzionale alla quantità di obblighi di legge e di incentivi necessari alla sua implementazione...



Si va dicendo che le pompe di calore utilizzano energie rinnovabili. Ma allora anche il mio frigorifero ed il mio condizionatore lo fanno?



Molti si vantano di avere installato pannelli fotovoltaici. Hanno solo affittato, guadagnandoci, una parte del tetto. I pannelli li hanno pagati tutti gli altri con la bolletta.



L'uso delle fonti rinnovabili non è un obbiettivo nè un bene in se ma un mezzo come un altro per ridurre il consumo di risorse non rinnovabili



La validità di un prodotto è inversamente proporzionale all'insistenza ed alla fretta con la quale te lo propongono... 



Il petrolio? E' un prodotto biologico...



Confrontare i consumi calcolati con i consumi reali? Si chiama "metodo scientifico" bellezza!



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