Prezziario o tabella allegato I ?

DOMANDA

Riguardo i massimali specifici lei afferma che per gli interventi “… per i quali l’asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore o dell’installatore …”  tipo caldaie e pdc sotto i 100 kW, o pannelli solari sotto i 20 mq, i limiti a cui fare riferimento sono quelli della tabella dell’All. I del Decreto requisiti, e non quelli che possono derivare da un computo metrico con prezzario regionale o DEI.

Trovo una certa corrispondenza, anche perchè il punto 13.2 del decreto requisiti sembra abbastanza chiaro.

Ma nella maggior parte dei casi si afferma che, poichè tutti gli interventi nel Superbonus 110% devono essere asseverati dal tecnico, non si ricade nel punto 13.2 ma vale il 13.1 lett. a) per cui come massimali si fa riferimento ai prezzari regionali. La tabella dell’All. I secondo loro deve essere usata nel caso di applicazione del semplice Ecobonus (50%, 65%, ecc), e non per l’agevolazione del 110%.

Nella fase di computazione dei costi come posso chiarire questa situazione, dato che i massimali da tabella in alcuni casi sono ben diversi da quelli che possono provenire da un computo effettuato con il prezzario regionale o ancora meglio con il DEI?

RISPOSTA

Col Superbonus si applica il prezziario.

Il punto è che non si stava parlando solo di Superbonus, ma di “decreto requisiti” che vale per tutti gli interventi.

Occorre d’ora in poi distinguere tre tipologie di intervento:

  1. “Casi semplici di Ecobonus” à allegato I (Ecobonus senza asseverazione)
  2. “Ecobonus” à prezziari (Ecobonus con asseverazione)
  3. “Ecobonus con Superbonus” à prezziari

Il testo “unico” dell’ambiente

… era tale all’inizio ma ora è diventato impossibile navigare nelle innumerevoli modifiche, alcune delle quali problematiche.

Perché ne parliamo? Forse ce ne siamo dimenticati ma quando asseveriamo la conformità di un intervento oggetto di “superbonus” a tutte le leggi vigenti in materia di efficienza energetica e sicurezza, forse dovremmo verificare anche che l’intervento rispetti i requisiti del TU ambiente se l’intervento comprende l’installazione di una caldaia avente potenza superiore a 35 kW …

E allora vengono fuori tutte le incongruenze ed i problemi di questa legge, anche se i requisiti del TU ambiente vanno rispettati anche senza “superbonus”.

Ricordiamo che il T.U. dell’ambiente crea tre problemi a tutti gli impianti oltre i 35 kW:

  • il dover rispettare caratteristiche tecniche elencate nell’allegato, molte delle quali discutibili, poco appropriate oppure obsolete;
  • garantire il rispetto di limiti di emissione, con una procedura a dir poco confusa;
  • procedure comunicative pesanti (ad esempio comunicazione preventiva delle modifiche del generatore di calore).

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, limitatamente agli impianti termici civili a gas, ci ha messo una pezza l’art. 73 della Legge 28 dicembre 2015 n. 221 che consente di non applicare le prescrizioni tecniche del 152 quando sia applicabile (ed applicata!) la UNI 11528.

Legge 28.12.2015 n. 221

Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. (16G00006) (GU Serie Generale n.13 del 18-01-2016)

Art. 73 Disposizioni in materia di impianti termici civili alimentati da gas combustibili 1. Le disposizioni in materia di requisiti tecnici e costruttivi degli impianti termici civili, di cui alla parte II dell’allegato IX alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, non si applicano agli impianti alimentati da gas combustibili rientranti nel campo di applicazione della norma UNI 11528, fatta eccezione per quelle di cui al numero 5, “Apparecchi indicatori”.

Come si può vedere hanno salvato gli apparecchi indicatori: due manometri, uno sul condotto dis carico fumi ed uno nel focolare… Giudicate voi l’utilità.

Rimangono fermi i problemi relativi al rispetto delle emissioni ed alle procedure comunicative.

A dire il vero, le procedure richieste sono talmente farraginose che sin dalla pubblicazione del 152/2006 sono state quasi sempre ignorate, tanto che il testo del Dlgs è stato più volte modificato in proposito, apparentemente senza successo.

I Soci Anta troveranno tutti i dettagli del caso nella circolare ANTA di giugno 2018 (menù soci).

Il decalogo del 110%

Volete approfittare dell’occasione del 110%?

Per non rischiare di farvi del male, Vi suggeriamo il nostro “decalogo”.

  1. Prima di iniziare, verificate la regolarità edilizia del Vostro edificio
  2. Analizzate le opere fattibili e realmente incentivabili ed eventualmente usate anche altri incentivi dove non arriva il 110%
  3. Se dovete fare opere edili o di coibentazione, prenotate subito l’impresa
  4. Valutate attentamente e realisticamente i tempi necessari ed i rischi in caso di sforamento
  5. Fate fare il computo metrico fin dall’inizio. Ricordate che un intervento è conveniente anche se «quasi gratuito»
  6. Fate fare un progetto vero, analizzate bene le conseguenze delle opere
  7. Fate fare una direzione lavori vera, con molte visite in cantiere
  8. Affidatevi a professionisti ed imprese conosciute e di esperienza. Girate alla larga dagli operatori improvvisati, mordi e fuggi, che stanno spuntando come i funghi
  9. Valutate la cessione del credito e lo sconto in fattura
  10. Individuate una figura di riferimento, un super direttore lavori, che segua tutta la realizzazione dell’opera, dall’ideazione alla consegna.

Il 110%, perchè non parte?

É già trascorsa la metà dell’orizzonte temporale originale e la verità è che siamo ancora al palo.

VARIABILITÀ DELLE REGOLE: in 8 mesi ci sono già stati numerosi interventi legislativi molto impattanti, in primis il computo metrico

DUBBI APPLICATIVI: edifici intrecciati, indipendenza funzionale, assetti proprietari particolari, ruderi con stufa, demolizioni e ricostruzioni…

INCERTEZZA DI RIFERIMENTI CRITICI: dove trovo i miei materiali nei prezziari? Il consiglio europeo ha approvato la proroga?

COMPLICAZIONE BUROCRATICA

… e chi trova l’impresa per fare i lavori in tempo?