… non sono un buon segno…
La chiarezza di una disposizione di legge è inversamente proporzionale al numero di FAQ che servono per tentare di applicarla
… non sono un buon segno…
La chiarezza di una disposizione di legge è inversamente proporzionale al numero di FAQ che servono per tentare di applicarla
Si parla da alcuni anni delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Sembra che siano la soluzione al problema della disponibilità delle fonti rinnovabili di uso più comune, come il fotovoltaico: basta che quando uno produce, l’altro consumi.
Invece, stentano a decollare. Prima mancavano gli immancabili “decreti attuativi”. Ora i decreti ci sono, nascono pure comunità, ma ancora non c’è questa frenesia nel parteciparvi. Che ci sia dell’altro?
Fra gli attrezzi della decarbonizzazione compare l’idrogeno.
Che ruolo potrà avere questo vettore energetico, oggi utilizzato soprattutto per alcuni processi tecnologici?
Spesso si parla dell’accumulo dell’energia senza ricordare i limiti fisici e le implicazioni in termini di costi e spazi delle diverse soluzioni tecnologiche disponibili. Una serie di semplici conteggi ci rimette con i piedi per terra.
Collegato ad un accumulo c’è il problema della sua ricarica. La dimensione dell’accumulo è un’energia in kWh ma la ricarica richiede anche una potenza in kW che dipende dalle pretese in termini di rapidità della ricarica. Confondere energia e potenza è un errore molto comune che porta a valutazioni errate. Questo piccolo particolare è illustrato con riferimento ai veicoli elettrici, dove il problema non è solo la dimensione della batteria (energia) ma soprattutto il tempo di ricarica (potenza).